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Un call center a Rebibbia

Un call center a Rebibbia

Grande opportunità per le detenute

Parte un progetto pilota che vede la formula del call center come un lavoro riabilitativo per le detenute delle carceri italiane. L'esperimento parte da Rebibbia, dove 17 detenute italiane e straniere lavoreranno come operatrici di call center, con un contratto temporaneo ma la grande opportunità di essere assunte a tempo indeterminato una volta scontata la pena.

Ci sono voluti ben 6 mesi perché questo progetto partisse: è chiaro che in un luogo in cui persino il direttore non può usare il cellulare, è difficile autorizzare le detenute a stare al telefono per ore. Tuttavia, la realizzazione di un sistema di controllo efficace, che garantisce la massima sicurezza al call center, ha permesso al Ministero di Giustizia di dare la sua benedizione al progetto.

Il call center di Rebibbia sarà attivo tutti i giorni dalle 9 alle 15. Dietro la cornetta 17 detenute del carcere dai 21 ai 65 anni, in cerca di riabilitazione e di un lavoro per il momento in cui saranno libere. E non solo. Le operatrici di Rebibbia infatti, sono regolarmente assunte con un contratto a progetto e stipendiate. Un lusso se si pensa che gli incentivi per le aziende private che assumono detenuti sono stati revocati e molti oggi lavorano gratis.

Il progetto del call center di Rebibbia, insomma, sembra andare a gonfie vede e già si pensa di estendere il progetto coinvolgendo nuove detenute.